
Il paese vecchio di San Lorenzo: il paese scomparso sul lago di Bolsena
Passando per la Cassia, tra Bolsena e Acquapendente, si incontra il paese di San Lorenzo Nuovo, con la sua insolita pianta ottagonale e le vie dritte e scenografiche. Ma vi siete mai chiesti… se esiste, e dov’è San Lorenzo “Vecchio“?
Una storia che affonda nei secoli

In effetti, prima di San Lorenzo Nuovo, c’era San Lorenzo. Il centro che ha dato origine al paese attuale sorgeva su un colle nel cuore della Valdilago, molto più vicino al lago, su un’altura naturalmente difesa e abitata fin dall’antichità.
Quello che un tempo era conosciuto semplicemente come San Lorenzo, e poi come San Lorenzo alle Grotte, fu un borgo costruito su uno sperone di tufo, scavato nella roccia con cantine, botteghe, rimesse ipogee, ma anche abitazioni e perfino colombai.
La denominazione “alle grotte” è venuta dopo, come San Lorenzino o San Lorenzo Diruto: nomi che furono dati proprio a causa dell’abbandono.
Sul punto più alto si trovava la rocca fortificata, il palazzo pretoriale, e una grande chiesa a di impianto romanico con un alto campanile, che fungeva da controllo del territorio. Il paese era circondato da fortificazioni naturali, rinforzate da mura difensive e accessibile attraverso porte che prendevano il nome dei quattro venti.
Terremoti e malaria portarono al progressivo abbandono del borgo.
Nel 1772 papa Clemente XIV decise di trasferire gli abitanti in un nuovo centro, fondato pochi anni dopo — nel 1774 — in posizione più salubre e razionale: nacque così San Lorenzo Nuovo, mentre il vecchio borgo venne definitivamente abbandonato nel 1779. L’antico paese fu spogliato dei suoi materiali e delle sue memorie, come accadde anche in altre vicende della Tuscia, dove i papi furono spesso protagonisti di grandi trasformazioni.

Cosa rimane oggi del paese vecchio di San Lorenzo?

Oggi, del vecchio San Lorenzo restano grotte, mura e parte della rocca, immerse in un boschetto di querce che nasconde le tracce del passato
Il colle, che si trova poco più sotto dell’attuale centro abitato, è una proprietà privata, apparentemente indistinguibile dai tanti boschi della zona. Ma, accompagnati con il permesso del proprietario Fabrizio Fioravanti, si può scoprire un mondo sorprendente: un paese scavato nel tufo, sviluppato in verticale intorno alla rocca e alla chiesa che occupavano la parte più alta. Un luogo che ricorda, per certi aspetti, Vitozza o Sorgenti della Nova, ma con una storia diversa, perché qui la vita continuò fino a soli due secoli fa.
Highlights

Le fortificazioni
Il centro era protetto da una rocca e circondato da mura. La parte alta era sorretta da una fortificazione, ancora visibile.

Gli ipogei
Dopo l’abbandono il borgo fu spoliato. In molti punti rimangono solo i resti delle grotte rinforzate per essere usate come cantine.

I colombari
Molte delle grotte furono utilizzate anche per l’allevamento dei piccioni: proteine a costo zero, ma anche, si credeva, un rimedio per la malaria

Tombe o cantine?
Alcune grotte furono usate come cantine, ma l’elaborata architettura ci fa ipotizzare una loro origine ben più antica

Le abitazioni medievali
Le strutture delle abitazioni sono ancora in parte visibili

La rocca
Nella parte alta del colle è possibile individuare l’antico cassero e i resti della chiesa, demoliti per non offrire rifugio ai banditi.
Programma la visita

Accessibilià
Percorso non accessibile agli utenti con disabilità motorie

Durata
Mezza giornata

Come raggiungerla
Il paese vecchio di San Lorenzo è facilmente raggiungibile dalla SS2 Cassia

Costi extra
Il sito si trova in proprietà privata e può essere visitato solo con il permesso del proprietario. È suggerita un’offerta volontaria per i lavori di restauro e mantenimento.
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