Siete mai entrati nella chiesa della Madonna dei Cacciatori a Bolsena?
La chiesina si trova lungo la Via Francigena nei pressi del castello, lungo la via che unisce la Rocca Monaldeschi al parcheggio di Largo Tamburini. Questa era una zona residenziale della Volsini romana, e il quartiere era attraversato da una strada basolata, forse il tratto urbano della via Cassia che andava verso la valle del Chiani, direttrice verso Orvieto. Ancora si riconosce qualche suo basolo riutilizzato per le aiuole nei pressi del parcheggio. Ma tornando a noi.
Probabilmente a un incrocio un tempo sorgeva un’edicola pagana, che nei secoli ha lasciato luogo prima a una chiesina extraurbana in epoca medievale e poi nel Quattrocento all’edificio attuale.
Quello che rende unico questo luogo è che all’interno è ricoperta di affreschi dipinti tra il XV e il XVII secolo: nel registro superiorie è possibile leggere la Passione di Cristo, dipinta dal pittore grottano Giovanni de Ferraris da Mondovì. L’artista ha messo un po’ dei paesaggi del lago nelle scene ambientate in Terra Santa, rendendole forse più vicine all’occhio del visitatore dell’epoca.
All’altare una Madonna in trono circondata da santi, tra cui Santa Cristina e San Giorgio, i patroni di Bolsena. Alle pareti molti affreschi di tipo devozionale, che raffigurano i santi, dipinti in varie epoche. Interessante notare come San Rocco, protettore degli appestati ma anche di viandanti e pellegrini, è raffigurato ben tre volte. Anche San Rocco è uno dei patroni di Bolsena, anzi, la tradizione dice che la fontana che porta il suo nome sia stata benedetta dal santo in persona.
L’edificio è stato chiuso a lungo, per tornare alla vita grazie alla volontà dei proprietari, che l’hanno fatta restaurare e ne garantiscono l’apertura, almeno nei mesi di maggior afflusso di visitatori.






