Cosa: cosa vedere con una guida turistica
Visita l’area archeologica di Cosa con Elena Ronca, guida turistica abilitata.

Su un promontorio che domina la costa tirrenica, tra il mare e il verde dell’Argentario, sorgono i resti silenziosi di una città antica: Cosa, la colonia romana fondata nel 273 a.C. dopo la conquista dei territori etruschi di Vulci e Volsinii.
Oggi attorno alle sue rovine sorge il centro di Ansedonia, in uno dei punti più suggestivi della Maremma, dove il vento del mare soffia tra le pietre di templi e mura millenarie.
La nascita di una colonia, la fine di una città etrusca

Fondata in una posizione strategica, Cosa fu pensata come una fortezza sul mare: mura poderose difendevano la città e, sulla sommità della collina, si ergeva l’arx, con il Capitolium, tempio dedicato alla triade di Giove, Giunone e Minerva.
Più in basso si estendeva il foro, cuore della vita pubblica, dove si svolgevano commerci e venivano prese decisioni politiche.
Oggi è possibile passeggiare sui resti delle antiche vie lastricate, costeggiare le imponenti mura ciclopiche, esplorare le abitazioni e i templi ancora chiaramente visibili. Un vero e proprio viaggio nella storia.
Una storia ancora visibile tra rovine e paesaggi
Già nel II secolo a.C. la città viveva un periodo di grande prosperità: il Portus Cosanus, costruito ai piedi del promontorio, era un porto vivace e ben organizzato, collegato alla città da strade lastricate e rifornito da un acquedotto.
I Romani scavarono nella roccia la celebre Tagliata, un canale artificiale che permetteva di regolare le acque e impedire l’insabbiamento del porto — un capolavoro di ingegneria che ancora oggi stupisce chi lo osserva. Poco più avanti, lo Spacco della Regina, fenditura naturale poi adattata dall’uomo, racconta lo stesso dialogo tra tecnica e natura che da sempre caratterizza questa costa.


Con il tempo però, Cosa perse importanza: gli attacchi dei pirati, i mutamenti politici e l’insabbiamento del porto portarono a un lento abbandono.
Nel Medioevo, le rovine romane furono riutilizzate come fortificazioni e il nome cambiò in Ansedonia. Da qui passò la storia di abbazie e repubbliche, fino alla distruzione definitiva da parte dei Senesi nel 1330.
Fu Antonio da Sangallo il Giovane a trasformare la Rocca in un baluardo moderno adeguato all’uso delle nuove artiglierie, ed è per questo che al suo interno si trova il museo a lui dedicato.
Oggi il parco archeologico di Cosa permette di camminare tra i resti di case, strade e cisterne, di salire verso il foro e l’acropoli e immaginare la vita di duemila anni fa. Poco lontano, lungo il mare, la Torre della Tagliata e i resti delle antiche ville romane ricordano il legame profondo tra questo luogo e il mare.
Visitare Cosa è un viaggio nel tempo e nella luce: dal blu intenso della costa ai colori caldi del tufo, dalle rovine che emergono tra i cespugli di lentisco al profumo di salsedine che arriva fino alla collina.
Un sito archeologico poco conosciuto, ma capace di raccontare con semplicità l’immensità della storia romana in Maremma.

Highlights

Scopri reperti romani dall’Arce, dal Foro e dalle abitazioni, tra ceramiche, vetri e oggetti metallici che raccontano la storia del sito, aspetti della tecnologia e vita militare romana e ricostruzioni dell’abitato

Mura poligonali di Cosa
Ammira l’imponente cinta difensiva in blocchi di pietra calcarea a opera poligonale, lunga oltre 1 km e dotata di torri e porte

Escursione al Tombolo della Feniglia
Goditi una passeggiata nella natura su dune e pinete, tra spiagge selvagge che collegano Ansedonia all’Argentario

Spacco della Regina
Esplora questa suggestiva fenditura nella roccia modellata dalla natura e dall’uomo, legata alla gestione delle acque vicino al porto romano.
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Accessibility
Percorso accessibile agli utenti con disabilità motorie

Duration
Half day tour

How to Get There
Ansedonia è facilmente raggiungibile dall’A1 Autelia

Additional Costs
Ingresso al Museo Archeologico Nazionale di Cosa (facoltativo)
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