Pitigliano appare come un luogo sospeso tra storia e leggenda

Un borgo che sembra nascere direttamente dalla rupe di tufo su cui è costruito, tanto che architettura e natura si fondono in un’unica forma. Di giorno domina le valli selvagge dei torrenti Lente, Meleta e Prochio; di notte, illuminata da luci soffuse, sembra davvero librarsi nel vuoto. Conosciuta come una delle “Città del Tufo” e inserita tra i Borghi più Belli d’Italia, Pitigliano regala un colpo d’occhio unico già da lontano, con il suo skyline inconfondibile.

Una storia che affonda nei secoli

Le origini di Pitigliano si perdono tra mito e archeologia. Abitata fin dal Neolitico, fu poi caratterizzata dalla presenza etrusca, che lasciò in eredità necropoli monumentali e le celebri vie cave.

Nel Medioevo la città entrò nell’orbita degli Aldobrandeschi e, dal XIII secolo, degli Orsini, che ne fecero la capitale di una piccola contea. A loro si devono la trasformazione della fortezza in Palazzo Orsini e la protezione concessa alla comunità ebraica.
Dal Seicento la città passò ai Medici e poi ai Lorena, vivendo alterne stagioni di prosperità e declino, fino a diventare oggi una delle mete più affascinanti della Maremma Toscana.

Esplorando il centro storico

Varcata La Porta, antico ingresso del borgo, si entra in un dedalo di strade, archi, cortili e piazze che conservano intatta l’impronta medievale e rinascimentale. Via Cavour è dominata dagli archi dell’Acquedotto Mediceo, che conduce a piazza della Repubblica, dove si trovano i due “finestroni”, la statua dedicata “al villanu” e l’imponente Palazzo Orsini.

Nel cuore del centro storico si alternano botteghe artigiane, affacci panoramici, antiche chiese e vicoli che sembrano non essere cambiati negli ultimi secoli. La Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, la Chiesa di San Rocco e i palazzi storici raccontano una continua stratificazione di epoche e stili, perfettamente armonizzati nell’intimità del borgo.
Una delle cose più belle che si possa fare, secondo me, è perdersi tra le vie. Non è realmente possibile perdere l’orientamento, ma il fascino del borgo sa rivelarsi solo se si lasciano le due vie principali e ci si immerge tra i vicoli, i terrazzi, gli scorci mozzafiato sulla valle.

Il quartiere ebraico: la Piccola Gerusalemme

Dal XVI secolo Pitigliano accolse una numerosa comunità ebraica in fuga dalle persecuzioni del vicino Stato Pontificio. Gli Orsini garantirono protezione, spazi e libertà, favorendo la nascita di un ghetto che divenne presto parte vitale della città.

Il percorso ebraico comprende la sinagoga e il quartiere sotterraneo, dove il forno delle azzime, la tintoria e altri edifici sono inreramente scavati nella roccia. Le strutture, narrano secoli di vita quotidiana e integrazione, tanto da valere a Pitigliano l’appellativo di “Piccola Gerusalemme”.
La sinagoga, costruita nel 1598 e ricostruita dopo i bombardamenti del 1944, conserva arredi fedeli agli originali, iscrizioni, la Tevà e l’Aron, ricreando l’atmosfera del culto di un tempo.

Il tufo e le vie cave

Il tufo è l’anima di Pitigliano: la regge, la scolpisce, la attraversa.
Nascoste nei boschi e nella campagna circostanti, si diramano le vie cave, percorsi monumentali scavati dagli Etruschi nella roccia, profondi anche più di 20 metri

Le vie cave collegano antichi insediamenti, aree sacre e necropoli, e rappresentano uno degli elementi più suggestivi dell’intera Area del Tufo. Anche molte cantine, magazzini e laboratori del borgo sono scavati nella roccia, mantenendo viva questa simbiosi unica tra uomo e pietra.

Highlights

La Sinagoga

Cuore della “Piccola Gerusalemme”, è uno dei simboli della lunga convivenza tra comunità ebraica e cristiana.

Palazzo Orsini e i musei

Antica fortezza trasformata dagli Orsini in residenza signorile. Ospita il Museo di Palazzo Orsini (affreschi, arredi, oreficerie, opere d’arte) e il Museo Archeologico, con splendidi vasi in bucchero.

La Torciata di San Giuseppe

Il rito più antico e suggestivo di Pitigliano: ogni marzo un corteo di figuranti porta grandi torce accese fino al falò finale, simbolo della fine dell’inverno e della rinascita.

Le cantine scavate nel tufo

Un patrimonio unico: ambienti ipogei millenari che ospitano botti, strumenti agricoli e produzioni tradizionali. Alcune si visitano durante Settembre DiVino e durante l’anno.

Le vie cave

Antichissime strade etrusche scavate nella roccia, percorribili a piedi: San Giuseppe, l’Annunziata, Fratenuti, la Madonna delle Grazie sono solo le più famose

I prodotti tipici

Il territorio di Pitigliano è noto per il suo vino bianco DOC, secco e profumato, e per lo Sfratto, dolce della tradizione ebraica: un rotolo di miele, noci e spezie.

Programma la visita

Accessibilià

Percorso parzialmente accessibile agli utenti con disabilità motorie

Durata

Mezza giornata o tutto il giorno

Come raggiungerla

Pitigliano si trova lungo la SR74 – Strada Regionale 74 “Maremmana”

Costi extra

Ingresso ai musei
Ingresso al quartiere ebraico