Il Parco di Vulci: cosa vedere con una guida turistica
Percorri i sentieri del Parco di Vulci con Elena Ronca, guida turistica abilitata.

Vulci: il luogo dove le rovine di un’antica città etrusca e poi romana si fondono con un paesaggio rurale modellato da antiche eruzioni e dallo scorrere del fiume
Visitare Vulci significa immergersi in un mondo sospeso nel tempo, dove archeologia e natura convivono in perfetto equilibrio.
Posso accompagnarvi alla scoperta di Vulci meglio di chiunque altro: sono sia guida turistica che guida ambientale, e posso raccontarvi ciò che rende unico questo paesaggio da tanti punti di vista diversi.
Cosa c’è sotto?

Conosciuta dagli antichi con il nome di Velch, Vulci fu una delle più ricche e potenti città della Dodecapoli etrusca. Tra il IX e il III secolo a.C. prosperò grazie ai commerci, alla lavorazione dei metalli, alle ceramiche pregiate e a contatti intensi con Grecia e Mediterraneo.
La conquista romana del 280 a.C. ne avviò il declino, ma il territorio continuò a essere frequentato fino all’età tardo-antica. Nei secoli successivi l’area venne abbandonata, e della frequentazione medievale rimane solo il Castello dell’Abbadia, oggi sede del Museo Archeologico Nazionale di Vulci.
Le necropoli che circondavano l’antica città hanno restituito migliaia di reperti straordinari: affreschi, arredi funerari, buccheri, armature, ceramiche attiche e preziosi oggetti d’oro. Una ricchezza che ha reso Vulci famosa in tutto il mondo.
Il Parco Archeologico
Il Parco di Vulci conserva una delle poche città etrusco-romane visitabili nella sua struttura urbanistica originale. L’antico abitato sorge su un ampio pianoro circondato da una cinta muraria monumentale, tra cui spicca Porta Ovest, con il suo avanzato sistema difensivo.
Passeggiando lungo il Decumano, tra gli scavi si incontrano il Foro con il Tempio Grande, l’Arco dedicato a Publius Sulpicius Mundus, la Domus del Criptoportico, una raffinata residenza aristocratica con ambienti sotterranei e resti di santuari, quartieri abitativi…
Continuando il percorso che conduce verso la vallata del Fiora, gli scavi hanno rivelato un porto fluviale, , parte delle mura e le aree produttive.

La bellezza del paesaggio maremmano

Il Parco di Vulci non è solo archeologia: qui la natura domina con una forza primordiale. Il fiume Fiora, incassato tra alte pareti laviche, crea scenari spettacolari, fino a precipitare in una piccola cascata nel celebre Laghetto del Pellicone, uno dei luoghi più iconici e fotografati della Maremma.
Il Museo Archeologico Nazionale di Vulci
All’interno del Castello della Badia, affacciato sulla gola del Fiora e sul Ponte del Diavolo, si trova il Museo Archeologico Nazionale di Vulci.
Il percorso espositivo raccoglie reperti provenienti dalle necropoli e dall’area urbana, offrendo una panoramica completa della vita quotidiana, dell’arte e dei costumi funerari di Vulci tra il IX e il III secolo a.C.
Il castello stesso, con le sue mura medievali e la torre che domina il paesaggio, diventa parte integrante della visita.

Highlights
Programma la visita

Accessibilià
Percorso parzialmente accessibile agli utenti con disabilità motorie

Durata
Mezza giornata o tutto il giorno

Come raggiungerla
Vulci è facilmente raggiungibile dalla SS1 Aurelia e dalla SR74 Maremmana

Costi extra
Biglietto del parco archeologico
Biglietto del museo
Ma dove sono i reperti di Vulci?
La storia degli scavi ottocenteschi, spesso condotti da privati come Luciano Bonaparte, ha portato alla dispersione di molti tesori di Vulci in musei di tutto il mondo.
Museo Gregoriano Etrusco,
Musei Vaticani – Città del Vaticano
Ceramica di importazione e una grandissima quantità di ori provenienti dalle tombe principesche
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma (Italia)
Reperti finemente decorati provenienti dalle necropoli vulcenti, tra cui la celebre Hydria di Toledo.
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma (Italia)
Affreschi originali della Tomba François, uno dei contesti iconografici etruschi più celebri.
Sono stati acquisiti dallo stato nel giugno 2026 e ora esposti al Museo di Villa Giulia
Louvre – Parigi (Francia)
Vasi attici a figure nere e rosse provenienti dalle necropoli vulcenti, molto apprezzati dai collezionisti ottocenteschi, piccoli bronzi votivi rinvenuti nell’area sacra della città etrusca, statue in nenfro
British Museum – Londra (Regno Unito)
Bronzi etruschi trovati nelle tombe del territorio di Vulci, come il corredo della Tomba di Iside.
Ceramiche attiche importate, tra cui coppe e anfore commerciali.
Metropolitan Museum of Art – New York (U.S.A.)
Ceramiche greche rinvenute a Vulci, spesso di produzione attica e legate ai commerci mediterranei e vari oggetti metallici.
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