Una visita al borgo di Grotte di Castro, un paesino sorto su una bellissima rupe di tufo sulle sponde del Lago di Bolsena.

Siete mai stati a Grotte di Castro? È uno dei paesi che si affacciano sul Lago di Bolsena, anche se dista dal lago un paio di chilometri. Forse alcuni di voi già lo conoscono: un borgo sorto su una bellissima rupe di tufo, che conserva un fascino antico. Il nome “Grotte” deriva dalle numerosissime tombe ipogee etrusche che si trovano tutt’intorno all’abitato moderno: nel corso del Medioevo queste cavità, scavate come sepolcri, vennero riutilizzate come abitazioni, stalle, magazzini e cantine. Da qui il nome medievale “Castrum Cryptarum”, il castello delle grotte.

Una storia che affonda nei secoli

Come la vediamo oggi, Grotte di Castro nasce e si sviluppa a partire dall’Alto Medioevo, ma il suo territorio rappresentò per oltre quattrocento anni una zona chiave dell’antica Etruria.

Si trovava in un punto strategico dove si incrociavano gli interessi di grandi città etrusche come Vulci, Orvieto (Velzna), Chiusi e Tarquinia, lungo una direttrice che collegava il Tirreno alla valle del Tevere e alla Val di Chiana. Il suo ruolo era quello di avamposto volsiniese, sbilanciato in territorio vulcente, ma anche estremità settentrionale di un sistema difensivo che controllava la Valdilago e gli insediamenti vicini: Monte Landro, Barano, Bolsena, Civita dell’Arlena e Montefiascone.

La Civita etrusca si trova sull’altopiano di fronte a quello dove sorge il borgo medievale, in una posizione dominante sulla valle.

Fu probabilmente una città di confine sotto il controllo di Velzna, mantenendo un ruolo di terra di frontiera anche in epoca romana e poi nel Ducato di Castro. Le necropoli che la circondano, differenti tra loro per struttura e periodo, raccontano un passato importante e stratificato, che emerge chiaramente osservando i corredi funerari e la monumentalità delle tombe.

A completare la visita, il Museo Archeologico “Civita”, ospitato in un palazzo progettato dal Vignola, espone i ricchi corredi delle necropoli di Centocamere, Pianezze e Vigna la Piazza. A unire paese, necropoli, Civita etrusca e lago c’è un itinerario di circa 14 km, tra i più panoramici e suggestivi della zona — uno dei miei preferiti.

Il centro medievale e la basilica

Il centro medievale di Grotte di Castro conserva ancora oggi un impianto urbano medievale. Il suo cuore è la Basilica di San Giovanni Battista, o Santuario della Madonna del Suffragio.

Costruita in forme barocche, conserva all’interno straordinarie opere come la maestosa “Gloria” di Bartolomeo De Zettis, dipinti di Francesco Nasini e gli affreschi e stucchi ottocenteschi di Luigi Fontana. Nei sotterranei della chiesa si trova un piccolo museo, dove sono esposti oggetti liturgici, frammenti etruschi, il busto argenteo di San Flavio martire con le reliquie, un reliquiario donato da Pio II durante il suo viaggio verso Pienza e persino il corpo mummificato di una donna ritrovato nella chiesa.

Highlights

Il Museo “Civita”

I preziosi reperti trovati nelle necropoli sono esposti nel museo Civita, uno dei più ricchi della Valdilago

La necropoli di Centocamere

Come dice il nome, innumerevoli camere sepolcrali scavate una nell’altra da generazioni di etruschi

La necropoli di Pianezze

La prima necropoli di Grotte di Castro, caratterizzata da tombe a camera introdotte da imponenti dromos

Le tombe a circolo

Unica in Etruria, la necropoli di Vigna la Piazza presenta una decina di tombe a fossa circondate fa circoli di pietra

Il percorso delle Acque

Dal centro al lago e dal lago al borgo, per scoprire le sorgenti, le opere idrauliche e i mulini

La basilica di San Giovanni

La chiesa della Madonna del Suffragio è un esempio di Barocco

Programma la visita

Accessibilià

Percorso parzialmente accessibile agli utenti con disabilità motorie

Durata

Mezza giornata / Tutto il giorno

Come raggiungerla

Grotte di Castro è raggiungibile con la SR74

Costi extra

Ingresso al museo Civita
Ingresso alle necropoli