Passeggiando nei boschi capita spesso di imbattersi in strane palline attaccate ai rami, ciuffetti arruffati o piccole escrescenze dalle forme bizzarre. Molti le notano, pochi sanno davvero cosa sono.

Eppure, dietro queste piccole strutture si nasconde un affascinante rapporto tra piante e insetti, fatto di strategie, difese e incredibili trasformazioni naturali. Le galle, protagoniste di questo piccolo mistero botanico, sono un mondo in miniatura tutto da scoprire.


Molti pensano (erroneamente) che siano frutti di qualche strana pianta: in realtà la galla (o cecide) è una sorta di “reazione allergica” della pianta alla puntura di un insetto! Quando un insetto depone le uova su rami, gemme o foglie, la pianta risponde crescendo attorno al punto colpito una struttura nuova, diversa dal resto del tessuto vegetale. È una specie di piccola casa incubatrice che la pianta, suo malgrado, costruisce per ospitare le larve.

Ogni insetto predilige una specie vegetale precisa e produce galle con forme molto riconoscibili: tonde, allungate, pelose, a rosetta… un mondo sorprendente se si inizia a farci caso durante una passeggiata nel bosco.

Le più amate, qui in Tuscia, sono quelle che i bambini chiamano “pallucche”: le galle sferiche della quercia, dure e legnose, protagoniste dei giochi d’infanzia (almeno per noi che siamo cresciuti a pane e campagna). Ma non sono le sole: ci sono le galle a cespuglietto della rosa canina, simili a piccoli batuffoli arruffati, oppure le le galle del faggio

Osservare le galle è un ottimo modo per scoprire quanto sia ricco il dialogo – e talvolta il conflitto – tra piante e insetti. In molti casi non rappresentano un problema per la pianta: anzi, rientrano in un equilibrio naturale. Ed è interessante anche vedere come nei secoli l’uomo abbia saputo utilizzarle! Per esempio alcune galle (in particolare quelle di quercia) sono state storicamente usate per produrre inchiostro: contengono tannini che, combinati con sali di ferro (come il solfato ferroso), danno origine al celebre inchiostro ferro-gallico, impiegato per secoli nella calligrafia, nei manoscritti e nei documenti legali.

E sì, esiste persino una scienza che le studia in modo approfondito: si chiama cecìdologia, dal greco kēkidion, “escrescenza”. Un termine poco noto, ma dietro cui si apre un mondo affascinante fatto di strategie evolutive, piccolissimi architetti e sorprendenti forme naturali.

La prossima volta che ne vedi una, magari lungo i sentieri di un querceto della Tuscia, guardala meglio: dentro quella piccola sfera c’è tutta una storia che vale la pena raccontare.

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Sono Elena, guida turistica specializzata in itinerari tra natura, archeologia e borghi meno conosciuti.Questo blog è solo un assaggio: il modo migliore per vivere questi luoghi è esplorarli insieme.Scopri le prossime visite o contattami per un’esperienza su misura.

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