Dopo tempo immemore sono tornata a visitare le necropoli etrusche del Parco Marturanum, a Barbarano Romano. Le tombe sono sempre là, mi direte, no? E invece no, o meglio, la visita si è addirittura arricchita.

Il viaggio nel tempo è sempre incredibile: quanti altri siti archeologici possono vantare una simile varietà di tombe, una simile quantità, e soprattutto un uso continuo per così tanti secoli, in un ambiente naturale che sembra non aver subito il volgere dei millenni? L’assenza di costruzioni medievali o -peggio- moderne consente di immaginare più facilmente la struttura antica di questo luogo, e anche di capire le profonde connessioni tra ambiente naturale e presenza umana, di come questo paesaggio sia stato sfruttato e trasformato nel corso delle migliaia di anni di frequentazione umana, ma senza gli stravolgimenti degli ultimi, devastanti decenni.
Percorrere i sentieri del Parco Marturanum è sempre un’esperienza selvaggia e immersiva, e ringrazio i miei due impavidi viaggiatori che lunedì hanno sfidato il caldo per l’amore della scoperta!



















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