La conoscete tutti. E’ la Lupa Capitolina, la statua simbolo di Roma, a lungo da tutti ritenuta uno dei più begli esempi di scultura antica, romana se non etrusca.
La Lupa Capitolina non ha bisogno di molte presentazioni: conservata ai Musei Capitolini, è una statua in bronzo raffigurante la Lupa che allatta i due gemelli, Romolo e Remo, ed è l’icona della fondazione della città, inoltre rappresenta il potere della civiltà romana.

Nelle fonti storiche parla di due statue bronzee della Lupa, e quest’opera per lungo tempo ha presenziato sui nostri libri di storia e storia dell’arte, datata tra il V e il III secolo avanti Cristo.
Ebbene, sebbene stilisticamente sia arcaica, delle analisi di labotorio hanno scardinato le convinzioni degli storici. Infatti , a partire dal restauro del 1996 la Lupa è stata sottoposta a numerosi esami, tra cui la termoluminescenza e la spettrometria di massa con acceleratore che ha consentito di analizzare dei campioni vegetali presenti nei materiali usati per la lega e datarli con il radiocarbonio… e si è scoperto che i materiali utilizzati risalgono a un periodo intorno all’anno mille.
Inoltre anche un’analisi delle tecniche di lavorazione aveva iniziato a porre dei dubbi nella prima fase di restauro, ma queste ipotesi sono molto contestate perché in realtà non è detto che la tecnica usata per la Lupa (la “cera persa”, una tecnica tipicamente medievale) non fosse usata in età antica.
Quindi la Lupa è medievale? La faccenda è molto controversa, anche perché sembra che in quel periodo il simbolo di Roma fosse un leone… e quindi qualcuno è arrivato a ipotizzare la copia di una scultura più antica, il che spiegherebbe anche l’errore “storico” e anche la somiglianza stilistica, salvando baracca e burattini.
I gemelli invece sono sicuramente posteriori, e sono attribuiti all’artista fiorentino Antonio del Pollaiolo, allIevo del Verrocchio, e furono aggiunti intorno al 1470.


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