La notizia dell’acquisitizione da parte dello Stato degli affreschi della Tomba François, nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci, ha fatto il giro del mondo. Perché tanto clamore? Perché è una notizia di cui tutti gli appassionati di storia dovrebbero gioire?
La Tomba François è una delle tombe più belle e più importanti d’Etruria. Anche se oggi appare spoglia, così non era al momento della scoperta nel 1857. Ecco cosa racconta l’incredibile ciclo pittorico che copriva le sue pareti.

Le pareti delle camere centrali erano coperte con un ciclo pittorico unico che rappresenta da un lato scene dell’Iliade e dall’altro scene di una misteriosa battaglia etrusca.
I nomi, scritti con caratteri etruschi, identificano ogni figura e così possiamo sapere che le scene descrivono la sanguinosa battaglia che portò l’eroe vulcente Macstarna, insieme a Avle Vipinas alla liberazione di Caeles Vipinas.
Nomi poco noti? Forse i Vipinas li conoscete come fratelli Vibenna, ma Mastarna è più noto con il nome che assunse da re: Servio Tullio. Proprio lui, il sesto re di Roma, era un eroe di Vulci!
Questa storia ha riscontro nelle cronache romane, ma quella rappresentata nella tomba François è la versione etrusca.

Il perché le vicende mitiche della storia di Vulci sono state dipinte assieme alla sconfitta mitica di Troia, con scene che ritraggono gli eroi greci uccidono i prigonieri troiani, è stato spesso letto in chiave anti romana: gli dipinti parietali infatti si datano intorno al 320 AC, periodo in cui la Roma antica, potente e invincibile come tutti l’immaginiamo, iniziava la sua conquista del mondo etrusco.
Ma dove sono finiti questi dipinti?!
Poco dopo la scoperta della tomba, l’allora proprietario principe Torlonia li fece staccare e portare a Roma, e sono segretamente custoditi nei magazzini di Villa Albani. Dopo la compravendita, dal 25 giugno sarà esposta stabilmente al Museo di Villa Giulia

Fonte, Wikipedia.


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