Civita di Bagnoregio: cosa vedere con una guida turistica

Visita Civita di Bagnoregio con Elena Ronca, guida turistica abilitata.

Un borgo sospeso nel vuoto, raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte che collega questo suggestivo sperone di tufo al resto del mondo.

Situata nell’area dei calanchi che si estendono tra la Valle dei Calanchi e la Valle del Tevere, Civita di Bagnoregio affascina per la sua bellezza fragile e per l’atmosfera sospesa nel tempo — tanto che lo scrittore Bonaventura Tecchi la definì “la città che muore”, un nome che l’ha resa famosa in tutto il mondo.

Civita di Bagnoregio, una storia che affonda nei secoli

L’insediamento nasce già nell’età del Ferro con la civiltà villanoviana e cresce in epoca etrusca e romana. La sua posizione strategica — un punto di passaggio naturale tra il Lago di Bolsena, il mar Tirreno e la valle del Tevere — ne favorisce lo sviluppo, ma allo stesso tempo la espone ai rischi geomorfologici del territorio.

Il terreno circostante, composto da argille calanchive, è estremamente fragile: quando la copertura arborea viene disboscata per l’agricoltura, le piogge e i torrenti iniziano a scavare profondi valloni, erodendo la base del colle. È l’inizio di un processo che non si fermerà più.

Tra Medioevo, Rinascimento e catastrofi

Nonostante frane e cedimenti, Civita diventa sede vescovile già nel VII secolo e continua a prosperare nel Medioevo e nel Rinascimento. Tutto cambia il 10 giugno 1695, quando un violento terremoto colpisce l’Alta Tuscia. Qui i danni sono devastanti: il sottile lembo di terra che collegava Civita alla terraferma cede, portando con sé parte dell’abitato.

Da quel momento Civita rimane isolata, sempre più soggetta a crolli e a un lento ma inesorabile degrado. Le famiglie e le attività si spostano nel vicino centro di Rota (l’attuale Bagnoregio), mentre Civita comincia a svuotarsi.

Si stima che in alcuni punti il terreno abbia perso fino a 7 cm l’anno.

La “città che muore”

Il celebre soprannome nasce grazie al bagnorese Bonaventura Tecchi, poeta e germanista, che in Antica Terra (1934–1967) descrive Civita come:

“Un ciuffo di case e di mura in rovina, nere sul tufo, erette come sul vuoto… L’unica strada, esile e bianca come un nastro, che congiunge il mondo di qua alla terraferma e sicura, sta per crollare.”

All’inizio del Novecento viene costruita una passerella in legno, sostituita negli anni ’60 dall’attuale ponte in cemento armato. Oggi a Civita vivono stabilmente pochissime persone, e il borgo, rimasto pressoché immutato, sembra sospeso fuori dal tempo: molte strade non conducono a piazze o palazzi, ma direttamente sul vuoto dei calanchi.

Un set cinematografico naturale

La sua straordinaria scenografia naturale ha reso Civita una location perfetta per cinema, televisione e pubblicità. Tra le varie produzioni che l’hanno scelta figura anche Alberto Sordi, immortalato qui in alcune celebri riprese.

Il film Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher del 2018, premiato al festival di Cannes

 Il medico e lo stregone del 1957, di Mario Monicell. Intressante anche perché permette di vedere i cambiamenti avvenuti in mezzo secolo

Il film I due colonnelli (1962), regia di Steno con Totò protagonista

Il quarto episodio (Il prete) del film Contestazione generale del 1971 con Alberto Sordi

Lo sceneggiato televisivo Pinocchio di Alberto Sironi trasmesso su Rai 1 nel 2009.

Il film Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi (2018) con Diego Abatantuono e Monica Guerritore

Highlights

Il ponte sospeso

L’unico accesso al borgo, costruito negli anni ’60, che offre una delle passerelle panoramiche più suggestive d’Italia. Se non c’è nebbia

La rupe di tufo e i calanchi

Civita sorge su un fragile sperone di tufo appoggiato su argille marine: uno scenario unico, modellato dall’erosione.

Il Museo Geologico e delle Frane

Situato in Piazza San Donato, racconta la storia del fenomeno dell’erosione, le frane storiche e gli interventi di stabilizzazione.

La Valle dei Calanchi

Il paesaggio argilloso circostante ha forme quasi surreali: sculture naturali di argilla modellate dall’erosione che creano un panorama quasi “lunare”

Il castello nel cielo

Civita di Bagnoregio ha ispirato Hayao Miyazaki per il celebre film Laputa – Il Castello nel Cielo: il borgo sospeso sul tufo ricorda la città volante del maestro dell’animazione.

Un panorama iconico

Dai belvedere del borgo si può ammirare un panorama straordinario su CIvita, ed è per questo che è una delle destinazioni più popolari del Lazio. Programma smart!!!

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Accessibility

Percorso accessibile agli utenti con disabilità motorie

Duration

Half day tour

How to Get There

Bagnoregio è facilmente raggiungibile dalla Strada statale 71 Umbro Casentinese

Additional Costs

Biglilietto del ponte (5€)
Biglietto del museo geologico (facoltativo)

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Sono Elena, guida turistica specializzata in itinerari tra natura, archeologia e borghi meno conosciuti.Questo blog è solo un assaggio: il modo migliore per vivere questi luoghi è esplorarli insieme.Scopri le prossime visite o contattami per un’esperienza su misura.

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