Per farci un’idea dei sapori e delle spezie utilizzate nella cucina romana vi metto una lista degli ingredienti più utilizzati, decisamente lontana dalla nostra tradizione culinaria odierna.
La spezia preferita era il pepe, presente in quasi tutte le ricette giunte fino a noi – spezia che arrivava con un lunghissimo tragitto dalle coste dell’India (per poi attraversare il mar Rosso, risalire il Nilo ed essere immessa nel mercato mediterraneo ad Alessandria)

Si usava molto il ‘liquamen‘, una salsa liquida ottenuta da interiora di pesce e pesce salato e fermentato (sembra che il sapore e l’uso sia simile alla salsa di soia) – presente in 4/5 delle ricette.
A seguire gli ingredienti più citati nelle ricette sono olio di oliva, miele (almeno nella metà delle ricette!!), aceto, ligustico e vino, cumino, ruta e coriandolo, ‘laser‘ (una resina essiccata, simile a un ingrediente della cucina indiana, l’asafetida), menta, cipolla, pinoli e vino passito.
Interessante è anche andare a vedere le combinazioni. Circa la metà dei piatti conosciuti sono caratterizzati dall’uso combinato di miele, liquamen e pepe, e un terzo da una base di aceto, liquamen e pepe.
Insomma, la cucina romana era fortemente speziata ed erano prevalenti i sapori agrodolci e agropiccanti.
Solo un’altra tradizione usa oggi con la stessa frequenza i sapori agrodolce e agropiccante. Eh sì, pare che se vogliate avere un’idea del gusto romano del cibo, probabilmente oggi l’esperienza che ci si avvicina di più, è un banchetto a un buon ristorante… cinese.


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