Dicembre 2025 e le novità del museo!
Stamani dovevo passare al Museo della Città – Civico e Diocesano di Acquapendente di Acquapendente, e con la scusa ho approfittato dell’ apertura per fare un giro per le sale.
Apertura? Di mercoledì?!
Ebbene sì, con la nuova gestione della soc coop Monte Meru, il museo ha introdotto due importanti novità:
La prima è la possibilità di acquistare i biglietti online con Vivaticket
la seconda è che il museo è aperto durante la settimana, dal martedì al venerdì, la mattina, anche come ufficio informazioni!
Non solo weekend, quindi.
Sono stata ufficialmente la prima visitatrice infrasettimanale. Mica male come primato ![]()
Qualche foto dei tesori custoditi al suo interno, per invogliarvi ad andare – magari ci andiamo insieme?
Intanto ecco un viaggio virtuale:




Partiamo dal busto di Innocenzo X, dell’ Algardi, che un tempo si trovava in duomo. Fu lui che spostò la sede della diocesi da Castro ad Acquapendente. Le schegge sono un ricordo dell’esplosione che distrusse la facciata nel 1944.
Lo stemma di papa Gregorio XIII, che ornava il ponte gregoriano (
!), da lui voluto per permettere un più agevole passaggio sul Paglia: del resto era il biglietto da visita del Vaticano per i viaggiatori sulla Via Francigena.
Tra le altre opere esposte possiamo ammirare i paramenti sacri, la pala d’altare ritrovata, uno splendido affresco staccato dall’ospedale, una delicata Madonna e tanti altri dipinti raccolti nella pinacoteca, inaugurata solo un anno fa, come le opere di vari esponenti della famiglia Nasini, un falso Raffaello e un meraviglioso San Bernardino opera del senese Sano di Pietro.
Opere di spicco sono i capolavori della nostra tradizione ceramica, che copre ben cinque secoli. Il drago graffito e dipinto, trecentesco, è tra i miei pezzi preferiti: sguardo truce, ali da pipistrello e fauci che sputano fiamme…
















Chiudo la carrellata con l’eccezionale presepe di Domenico Mastroianni, che per alcuni anni visse e lavorò ad Acquapendente nella fabbrica Fuschini e Rosa, orgoglio del nostro paese all’inizio del ‘900.
Insomma, si va?
