


Nel 1995 gli scavi effettuati nell’ex convento di Sant’ Agostino ad Acquapendente hanno portato alla luce una grande quantità di oggetti ceramici perlopiù risalenti al XIV secolo, un ritrovamento che ha gettato una luce nuova sul ruolo del nostro paese nel panorama della produzione medievale.
La quantità – ma soprattutto la qualità – dei reperti scavati ha confermato che già nel ‘300 Acquapendente doveva essere un centro produttivo d’eccellenza.
Oggi questi preziosi e bellissimi oggetti sono nuovamente visibili, esposti nelle sale del Museo della Città – Civico e Diocesano di Acquapendente Un viaggio tra le forme, i colori e le tecniche decorative medievali che non ha eguali!
Dal grande catino, dove un’elegante coppia è impegnata in un dialogo amoroso, vegliata e minacciata da un pavone e un serpente, alla brocca che raffigura due duellanti che si sfidano armi in pugno, per arrivare ai motivi geometrici, alle foglie, agli animali – questo scavo ha portato alla luce dei reperti davvero eccezionali. Per non parlare dei ritratti di dame e monache, delle decorazioni araldiche, delle iscrizioni di Sant’ Agostino… Nelle sale del museo, le ceramiche si rivelano una dopo l’altra, in un susseguirsi di meraviglia.
E queste sono solo le prime due stanze, le altre accolgono le ceramiche del Quattrocento, Cinquecento e Seicento, a testimonianza di un’attività che è perdurata nei secoli con qualità sempre eccezionali.
Se siete curiosi di scoprire la storia e i luoghi della ceramica aquesiana, seguitemi in uno degli itinerari dedicati proprio a questa tradizione – percorsi che torno a proporre ancora con più entusiasmo, adesso che le ceramiche di Sant’Agostino sono di nuovo esposte al pubblico!




















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