Ormai il sodalizio con Scoprire il Mondo è per me una garanzia, e ogni estate scopro (o riscopro) con un piccolo gruppo di viaggiatori un nuovo pezzo di Europa. A Luglio siamo stati in Scozia, ed ecco il mio diario di viaggio.

Ecco il resoconto del mio viaggio in Scozia, accompagnando il gruppo di Scoprire il Mondo!

LUGLIO 2025

Il nostro viaggio è iniziato a Edimburgo, dove abbiamo trascorso i primi tre giorni, prima di iniziare a salire verso il Nord.

Mi soffermo un momento sulla capitale, una città vivace, elegante e carica di fascino – sia con il bel sole che abbiamo trovato il primo giorno, che con le atmosfere più tipicamente scozzesi. Se il tempo non ti piace, aspetta un quarto d’ora: così si dice, e più o meno corrisponde alla verità! In tre giorni abbiamo sperimentato tutte le condizioni atmosferiche.

Siamo rimasti tutti affascinati dalla città vecchia – patrimonio dell’ UNESCO, con i suoi caratteristici palazzi addossati uno all’altro, i vicoli e i cortili nascosti, dai palazzi colorati di Victoria Street, dalla vivacità del Grass Market, dalle inquietanti tombe protette dalle inferriate nel cimitero di Greyfriars (non contro i vampiri ma per proteggere i corpi dai ladri di cadaveri!!!)

Ogni sera ci siamo gustati una cena in un pub diverso, con musica dal vivo e ottima birra: abbiamo iniziato ad entrare nello spirito giusto…

Dopo tre giorni quindi abbiamo intrapreso il nostro viaggio verso Nord passando come prima tappa dalle rovine della cattedrale di St. Andrews.

Antica meta di pellegrinaggio – si diceva che conservasse le reliquie dell’apostolo Andrea – fu ricostruita nell’ XI sec per diventare la chiesa più grande di tutta la Scozia. Nonostante la sua ricchezza e la rilevanza religiosa (o forse proprio per questo?) non sopravvisse alla furia della riforma protestante, che la distrusse nel XVI secolo e con lei crollò l’economia del piccolo paese. Ne rimangono le scenografiche rovine che gettano la luce su quello che doveva essere l’antico splendore.
Oggi St. Andrews è tornato ad essere un centro vivace, sede di una delle università più prestigiose del Regno Unito con degli affacci teatrali sul mare del Nord.

Il viaggio verso nord, e poi di nuovo verso sud, ha seguito la ormai celeberrima nc500: cinquecento miglia di strade che percorrono tutto il perimetro delle Highlands.

attraversando i paesaggi mutevoli e malinconici delle brughiere tinte dal viola dell’erica e brugo che caratterizzano la costa orientale, fino alle coste dei fiordi rocciosi e più verdeggianti che si trovano a ovest.

Una prima tappa da Lochness a Wick, e poi una seconda passando da Thurso, Durness e Ullapool, attraverso il Geoparco UNESCO delle North West Highlands.
Qui strade: a picco sul mare, strette con i frequenti “passing point”, punteggiate di pecore e “cattle grids” e scenari liquidi e piogge internittenti che ci hanno riempito il cuore.

Nel mezzo, una giornata alle Orcadi.

Una volta raggiunte le Highlands non potevano appunto mancare le Orcadi, o Orkneys.

Ci siamo imbarcati per St. Margaret’s Hope per raggiungere le Orkneys, le isole situate a nord della Gran Bretagna. Un arcipelago di una settantina di isole, molte collegate tra loro dalle cosiddette “Churchill’s barriers”, delle massicciate costruite durante la seconda guerra mondiale per impedire ai sottomarini tedeschi di nascondersi tra le innumerevoli baie e insenature delle isole. Molte di queste sono state costruite dai prigionieri di guerra italiani, che chiedendo la possibilità di avere un luogo di culto hanno ottenuto di realizzarlo in un hangar. Qui hanno creato un luogo unico, la Italian Chapel, in grado di trasmettere l’intreccio di arte e devozione che permea la nostra cultura da millenni.
Abbiamo poi visitato due dei luoghi compresi nel sito UNESCO Heart of Neolithic Orkneys, il villaggio neolitico di Skara Brae, e l’impressionante Ring of Brodgar, un cerchio di pietre misterioso e imponente. Composto originariamente da 60 pietre – oggi ne sono rimaste 36 – e un diametro di 104 metri, è il terzo più grande del Regno Unito.
Infine una pausa pranzo nella cittadina di Kirkwall, il principale centro delle Orcadi, e una visita alla “luce del nord”. Fondata nel 1137 dal re vichingo Earl Rognvald in onore dello zio Magnus Erlendsson, è la più antica cattedrale della scozia nonché la più a nord.
E per finire, ovviamente è spuntato il sole, rendendo il saluto a queste isole ancora più dolce.

Non potevamo farci mancare una giornata sull’isola di Skye, l’isola delle nebbie, collegata alla terraferma da un ponte, da Kyle of Lochalsh.

Gli scenari vulcanici, le valli verdeggianti e ricche d’acqua, le insenature e promontori lungo la costa la rendono un paradiso per chi ama l’escursionismo e l’osservazione degli animali selvatici, con angoli remoti raggiungibili solo tramite stradine impervie. Noi ci siamo limitati a immergerci nei passaggi incontrati fino a Portree, la capitale: antico villaggio di pescatori, oggi ridente paesino dalle caratteristiche case colorate affacciate sulla baia.
Ce la siamo potuta godere con calma, chi con una passeggiata intorno al Lump, il promontorio che domina il porto, chi dedicandosi allo shopping nei numerosi negozietti di artigianato locale, assaggiando uno dei whisky locali, o andando alla ricerca di qualcosa di tipico per il pranzo, magari nel pub ricavato nella vecchia chiesa!

Scozia, infine, non può che essere sinonimo di Castelli, e chiudo con una miscellanea dei più belli.

Palazzi fortificati, residenze dei nobili e dei clan, diroccati o in qualche caso ancora abitati dai discendenti delle famiglie che li fecero costruire.
Nel nostro tour della Scozia con Scoprire il Mondo, ovviamente i castelli sono stati grandi protagonisti: