Racconto di un viaggio all’Isola d’Elba in bassa stagione: panorami mozzafiato, borghi silenziosi, escursioni tra natura e geologia e l’autenticità dell’isola lontano dalla folla

Isola d’Elba, novembre 2025

Con l’arrivo della bassa stagione per me si apre il periodo dei sopralluoghi: escursioni, appunti, approfondimenti e quei viaggi che mi permettono di studiare un territorio con ritmi finalmente più lenti.
Quest’anno novembre mi ha portata sull’Isola d’Elba, la più grande dell’Arcipelago Toscano e cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che – lo ammetto – conoscevo pochissimo. Giorno dopo giorno ho esplorato angoli diversi dell’isola: paesi, sentieri, coste e colline, sempre accompagnata da panorami diversi e che non hanno mai smesso di sorprendermi.

Si parla molto di destagionalizzazione, e in effetti gran parte dei miei giri non strettamente lavorativi cade proprio in questo periodo. Però non è sempre semplice: musei chiusi, fortezze inaccessibili, pochissimi turisti in giro e, di conseguenza, pochi bar, negozi e ristoranti aperti. Mi è dispiaciuto non poter entrare nemmeno in un museo, ma dall’altra parte ho apprezzato molto di più il silenzio dei paesaggi, le passeggiate per i centri semi deserti, le sedute sulle panchine ad ascoltare la gente che chiacchierava senza fretta E poi gli incontri inaspettati, come quello con una gallina – a quanto pare un’abitante quasi fissa di Rio Marina.

Queste giornate elbane sono state un alternarsi di brevi escursioni e giri in auto: un modo perfetto per scoprire paesaggi sempre diversi, sempre più belli. È bastato salire un po’ in quota per ritrovarmi la Corsica incredibilmente vicina, e in queste giornate limpide tutte le isole dell’Arcipelago erano ben visibili – comprese Giannutri, piccola lontanissima

La varietà delle rocce, le loro forme e i loro colori mi hanno lasciato senza parole – anche se le miniere abbandonate hanno un non so che di inquietante, e soprattutto spesso è solo sciatta ferraglia e puro degrado mascherato da archeologia industriale.

E poi un paesaggio vario, varissimo: promontori, scogliere alternati a spiagge di sabbia o di sassi, ora completamente deserte; tamerici, ginepri, lecci e castagni; torri costiere, eremi, vecchie postazioni militari…
Un mosaico di elementi diversi, in un autunno senza filtri né folla, e che rende l’Elba un luogo sorprendente da scoprire proprio fuori stagione.