Quindici gruppi e sei classificati, chi festeggia e chi si gode un po’ di riposo.
Anche stamattina ho accompagnato un gruppo in giro per Acquapendente, non più ai laboratori ma stavolta per ammirare le opere finite ed esposte in giro per il paese addobbato a festa.





L’effetto finale è come sempre da lasciare senza parole, con dettagli tecnici finissimi e una qualità che di anno in anno si alza sempre più.
Nella nostra passeggiata ho raccontato cosa guardare, spiegando le ore passate a sistemare i semprevivi con le pinzette o il dramma dell’ “attaccatura” ovvero il punto di congiunzione delle due tavole, che deve risultare invisibile o quasi, quello dei neri che neri-neri non riescono quasi mai ad essere…Il significato di magliette, felpe e treccine – che non sono divise ma simboli di appartenenza (guest star Lando, con i colori del 6+6), e tutta la tensione e la gioia di questa grande festa.






I feedback sono arrivati ed è stata una gran soddisfazione! Perché il bello dei pugnaloni è tutto quello che c’è dietro – ed è meraviglioso poterlo raccontare e fare vivere!



E poi la premiazione, i festeggiamenti, la classifica che non lascia mai soddisfatti e il sonno accumulato…


Ora abbiamo 10 mesi per iniziare a pensare ai prossimi pugnaloni!



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