Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna
La sede nazionale del CAI ha accolto i professionisti dell’accompagnamento in montagna, uniti contro l’istituzione della nuova figura della “Guida escursionistica di montagna”.

Incontro a Milano contro la nuova legge sulle professioni della montagna

Il 15 marzo 2024 a Milano, nella sede nazionale, il Club Alpino Italiano ha chiamato a raccolta le principali associazioni che hanno a che fare con il mondo dell’accompagnamento in montagna. Un incontro “storico”. Assieme al presidente del CAI Antonio Montani c’erano il Vicepresidente generale Manlio Pellizon, il componente del Comitato Direttivo Centrale Angelo Schena e i Consiglieri centrali Franco Capitanio e Andrea Carminati.

Montani aveva esordito «Come Club alpino italiano abbiamo fortemente voluto ospitare una riunione utile alla valutazione di una proposta di legge che riteniamo necessaria, vista l’evoluzione e la diversificazione delle modalità di frequentazione ludica della montagna», ha affermato il Presidente Montani. «L’occasione è stata molto utile anche per un confronto costruttivo su tematiche come l’accompagnamento e la formazione, questioni imprescindibili visto il numero crescente dei frequentatori dei territori montani. L’invito fatto oggi è quello di trovare un minimo comune denominatore che sia condiviso da tutti gli operatori per portare istanze ai decisori politici».

Il Disegno di Legge n. 194, a firma del Senatore Enrico Borghi, “Modifiche alla Legge 2 gennaio 1989, n. 6, in materia di ordinamento delle professioni di montagna”, ha l’obiettivo di modificare le disposizioni della legge del 1989, relative al comparto delle professioni di montagna. “Oltre a prevedere una più moderna articolazione e regolamentazione delle professioni di montagna, il presente disegno di legge si prefigge l’obiettivo di dare legittimità e di uniformare le nuove professioni di montagna che si sono sviluppate negli ultimi anni, per garantirne l’esercizio in tutto il territorio nazionale in modo professionale fissando i requisiti e le modalità per l’istituzione degli elenchi speciali e per la formazione dei professionisti”, si legge nelle prime righe del Ddl.

Per un giorno, la montagna è scesa in città per confrontarsi vis-à-vis. C’erano i padroni di casa, le associazioni professionali maggiormente rappresentative delle Guide ambientali escursionistiche a livello nazionale (Aigae, Agae, Lagap e Assoguide). Ma c’era anche l’Associazione guide alpine italiane (AGAI), oltre a rappresentanti del mondo dell’arrampicata sportiva, del canyoning e delle guide turistiche. Una trentina di persone, in tutto. Seppure da remoto e per una breve introduzione, c’è stata anche la politica, con la senatrice Daniela Sbrollini, sempre di Italia Viva e relatrice della proposta. “Ho fatto una relazione del testo in commissione, ma ci sarà tempo per ricevere altre proposte di legge e, soprattutto, per fare audizioni e ricevere proposte di modifica e integrazioni“, ha chiarito. La parlamentare ha aggiunto, inoltre, di essere già d’accordo con il ministro dello Sport, Andrea Abodi, e con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che “se non si troverà la quadra su una proposta condivisa con il tavolo che avete istituito, il disegno di legge verrà bloccato“. E la strada, visti anche gli esiti del confronto successivo cui la senatrice non ha preso parte, sembra essere proprio questa.

Infatti alla fine dell’incontro è sembrato ormai un destino segnato quello del disegno di legge n. 194. Quantomeno nelle forme in cui al momento è incardinato in commissione Cultura e Sport a Palazzo Madama. “Questa legge, così com’è, non interessa a nessuno“, ha sintetizzato Montani. La volontà di Montani era di mettere, per una volta, nella stessa stanza tante realtà che quotidianamente fanno fatica a parlarsi tra loro e, quando lo fanno, non di rado si pestano i piedi. “Non c’è tutta questa volontà e interesse da parte della politica a portare avanti la riforma – tira le somme – il disegno di legge ha già difficoltà a raccogliere adesioni, visto che è stato presentato da due esponenti della minoranza, figuriamoci se tutti noi diciamo che così non va bene“. E questo però è sembrato essere l’unico punto veramente condiviso da una parte all’altra del tavolo, dove di fatto si è ripresentato lo scontro andato in scena nelle scorse settimane (e in mesi e lustri di esistenza), seppure a distanza.

Le Guide ambientali escursionistiche hanno contestato il disegno di legge perché sono preoccupate dal fatto che la nuova figura di “Guida escursionistica di montagna” possa minare la loro esistenza, che coinvolge circa 7.500 persone in tutta Italia, imponendo la costituzione di un ordine professionale. Inoltre, hanno rivendicato che “non si continui con l’idea che l’escursionismo sia un sottoprodotto dell’alpinismo, dal punto di vista legislativo. Un buon medico non è necessariamente un buon veterinario“. Le Guide alpine, attraverso il vicepresidente di AGAI, Fabrizio Pina, hanno ribadito: “Non siamo stati coinvolti in questo disegno di legge né lo abbiamo sollecitato. Facciamo attenzione prima di cominciare a sparare. Le leggi non le fanno le Guide alpine: anche a noi non piace tutto quello che c’è scritto, fosse solo per la conflittualità che sta creando. Non sappiamo da dove salti fuori, ma crediamo che sia una proposta sepolta prima di partire“.

Hanno partecipato all’incontro tra gli altri: Fabrizio Pina (vicepresidente Agai – Associazione guide alpine italiane: Ezio Marlier, presidente Uvgam – Unione valdostana guide alta montagna, non era presente), Guglielmo Ruggero (presidente Aigae – Associazione italiana guide ambientali escursionistiche), Alberto Calamai (presidente Agae – Associazione guide ambientali europee), Giovanni Pischedda (presidente Lagap – Libera associazione guide ambientali-escursionistiche professioniste), Mara Viganò (Presidente Gea Piemonte – Associazione guide escursionistiche della regione Piemonte), Luca Berchicci ed Elena Ronca (presidente e vicepresidente Assoguide), Gerardo Ghisleni (presidente Assoarrampicata, molto provocatorio nei confronti del Collegio delle Guide Alpine), Laurent Brudonet (presidente Aic – Associazione italiana canyoning), Roberto Locatelli (presidente  Engc – Ente nazionale guide canyoning), Simone Cecchi (presidente Aigc – Associazione italiana guide canyon), Marco Antonetti (vicepresidente di IAMAS, l’Associazione italiana maestri arrampicata sportiva che non si occupa di accompagnamento ma di formazione), Monica Price (ActiveItaly, Rete d’impresa di tour operator e agenzie viaggi italiani di turismo attivo), Davide Battistella (il Presidente Fasi – Federazione arrampicata sportiva italiana, il cui intervento, fatto quando la conversazione oramai era sterile e influenzata da vecchi attriti, è stato molto esplicativo: “inutile parlare tra di noi una legge senza la Senatrice”).

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