Norchia è un sito archeologico etrusco (e poi medievale), secondo molti uno dei più affascinanti dell’Italia Centrale, nel comune di Viterbo. La città di Norchia sorgeva su uno sperone di tufo circondato da ripide pareti verticali, corsi d’acqua e boschi. L’abitato si trovava lungo la Via Clodia, una delle più antiche strade dell’antichità (la ritroviamo a Barbarano Romano, a Tuscania, a Castro, a Saturnia).
La cosa che stupisce di questo luogo è che il tufo delle pareti di fronte all’abitato è stato nei secoli scavato per creare una delle più imponenti e suggestive necropoli rupestri d’Etruria.

Norchia, una delle più famose e meno visitate necropoli d’Etruria

Secondo noi, Norchia è uno dei luoghi più suggestivi e emozionanti del Centro Italia. Chi ci segue sa bene quante bellezze uniche abbiamo da offrire, e Norchia ne è un esempio straordinario. Curiosamente, è forse più conosciuta all’estero che in Italia: ci è capitato di accompagnare turisti americani e neozelandesi che l’avevano espressamente scelta come meta. Voi la conoscevate?

Non sorprende che la sua magnificenza sia stata cantata da scrittori fin dall’ottocento, paragonandola addirittura a Petra, in Giordania.

Sparse nel bosco, risalendo i corsi d’acqua, si trovano molte altre tombe monumentali, con frontoni scolpiti raffiguranti scene di guerra, eroi e cortei ancora ben visibili.

Secondo noi è davvero uno dei luoghi più emozionanti del Centro Italia, e chi ci segue sa che di bellezze e unicità ne abbiamo davvero tante, tantissime.
Norchia forse è più famosa fuori dall’Italia che qui, ci è capitato di accompagnare turisti americani e neozelandesi che hanno esplicitamente chiesto di andare a visitarla! Voi la conoscevate?

Un tesoro difficile da tutelare

Confesso di non essere tornata a Norchia da prima del Covid, quindi la situazione che vi descrivo non è aggiornata (sto scrivendo a ottobre 2025). Tuttavia, posso dirvi con certezza che negli ultimi dieci anni l’ho vista cambiare spesso: a volte invasa dalla vegetazione, altre ben ripulita, a causa di gestioni poco coerenti e discontinue. Le iniziative, per quanto lodevoli, sono spesso affidate a gruppi privati o associazioni. L’area archeologica, sebbene vicina a Vetralla, si trova nel Comune di Viterbo, dove le azioni di tutela sono state sporadiche. La vegetazione copre spesso intere zone, rendendole invisibili e causando il lento degrado del tufo. I tagli periodici peggiorano la situazione: non potendo estirpare le radici, le piante vengono semplicemente rase o capitozzate, e in primavera rilanciano con nuove gemme più vigorose, rafforzando le radici. Le parti secche lasciano spazio all’acqua, che in inverno, gelando, provoca crolli gravi e irreparabili: monumenti simili non saranno mai più realizzati dagli etruschi.

Bella e impossibile? Una parte di Norchia ricade nell’area del Poligono Militare di Monteromano, dove l’accesso è vietato senza permessi speciali e l’ingresso è anche piuttosto rischioso. Dal pianoro della città, abbiamo persino visto carri armati durante le esercitazioni militari, un’immagine davvero impressionante. La Tomba Lattanzi, ad esempio, si trova proprio all’interno del poligono e la visita è consentita solo occasionalmente, grazie a un accordo di collaborazione tra la Soprintendenza e l’Esercito.

Un’altra zona della necropoli, quella di Guado di Sferracavallo, si trova su terreno privato ed è accessibile solo tramite un’intesa con il proprietario, che ogni anno si prende cura della pulizia e della manutenzione del sito, consapevole del prezioso patrimonio che custodisce.

La tessitura di rapporti istituzionali sta avanzando anche grazie al lavoro di Simona Sterpa, guida e archeologa, a cui mi rivolgo per aggiornamenti su Norchia.

Insomma, bella e impossibile? Speriamo di no. Auspichiamo che le amministrazioni, la Soprintendenza, le associazioni locali e i proprietari privati continuino il dialogo in corso e si impegnino in azioni di conservazione, perché un luogo come questo, una volta perduto, lo è per sempre.