Siete mai stati sulle sponde di questo piccolo lago vulcanico? In pochi lo conoscono, perché non è così facile da raggiungere, ma per me è da sempre un luogo del cuore.

Ma il Lago di Mezzano non è speciale soltanto per i ricordi che custodisce. È uno dei luoghi più interessanti della Tuscia dal punto di vista geologico, naturalistico e archeologico.

Un lago nato dal fuoco

Il Lago di Mezzano si trova nel comune di Valentano, nel cuore dell’Alta Tuscia, ed è un lago di origine vulcanica formatosi circa 400.000 anni fa all’interno di un piccolo cratere appartenente alla caldera di Latera, parte del complesso vulcanico dei Monti Volsini. Le sue dimensioni sono contenute, ma proprio questa caratteristica contribuisce al suo fascino.

superficie: 47,5 ettari
diametro: circa 800 metri
profondità massima: circa 38 metri
quota: 452 metri sul livello del mare

È alimentato principalmente dalle acque sotterranee e dalle piogge; il suo emissario naturale è il fiume Olpeta, che confluisce nel Fiora.

Un ambiente ancora sorprendentemente integro

E quindi che dite, ci andiamo insieme?

Chi arriva al Lago di Mezzano resta spesso colpito dalla tranquillità del paesaggio.

L’assenza di grandi insediamenti turistici sulle rive ha consentito di conservare un ecosistema di notevole valore, con canneti, boschi e vegetazione ripariale che offrono rifugio a numerose specie di uccelli acquatici, anfibi e piccoli mammiferi, mentre le acque mantengono ancora oggi una buona qualità ambientale.

Se c’è una cosa che questo luogo può aiutarci a capire, però, è che non tutti i luoghi hanno bisogno di essere trasformati per essere apprezzati. Oggi i laghi con rive ancora naturali sono sempre più rari, dato che molte sponde sono diventate spiagge attrezzate e spesso invase da persone ricoperte di creme solari in cerca di (meritatissimo) refrigerio.
Qui, però, la natura ha ancora un ruolo da protagonista. Probabilmente hanno contribuito a conservarla sia la relativa difficoltà di accesso ad alcune zone, sia l’assenza di grandi spiagge sabbiose che ne avrebbero favorito uno sfruttamento turistico, cosa che finora ha contribuito alla sua salvezza.

Passeggiando intorno al lago si attraversano ambienti molto diversi tra loro: prati e pascoli, boschi di querce, vegetazione ripariale che accompagna le rive e il tratto del fiume Olpeta — conosciuto in questo punto come Fosso delle Volpi — che nasce proprio dal lago. Questa varietà di habitat offre rifugio a numerose specie di uccelli, anfibi, rettili, insetti e piccoli mammiferi, rendendo il lago un importante serbatoio di biodiversità.

Non è un caso che l’area faccia parte della rete europea Natura 2000 e sia tutelata come Zona Speciale di Conservazione (ZSC), una classificazione derivata dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea. Questi siti (inizialmente denominati Siti di Importanza Comunitaria, da cui l’acronimo SIC ancora molto utilizzato) vengono individuati perché ospitano habitat naturali e specie di particolare interesse per la conservazione della biodiversità europea.

Per questo motivo è importante che il futuro del Lago di Mezzano non passi attraverso un aumento della pressione turistica, ma attraverso un turismo più consapevole. È un luogo che si presta perfettamente al cammino, all’osservazione della natura, alle escursioni in piccoli gruppi e alle esperienze lente. Frequentarlo significa anche accettare qualche rinuncia: meno servizi, meno rumore, meno infrastrutture. In cambio si riceve qualcosa di molto più prezioso: la possibilità di entrare, con discrezione, in un ambiente che è rimasto sorprendentemente autentico.

La storia nascosta dalle acque

Ma oltre alle meraviglie naturalistiche, il lago custodisce anche una storia incredibile. Tra il 1971 e il 1973 furono scoperti due importanti villaggi palafitticoli sommersi, risalenti all’Età del Bronzo.

L’innalzamento del livello del lago sommerse gradualmente gli abitati, creando condizioni eccezionali di conservazione, perché il limo del fondale ha protetto per millenni materiali che normalmente sarebbero andati perduti.

Gli scavi archeologici hanno restituito pali delle abitazioni, ceramiche, utensili, armi e oggetti in bronzo, strumenti in legno, macine e numerosi resti vegetali, offrendo agli studiosi una straordinaria testimonianza della vita quotidiana delle comunità che abitavano questo territorio tra il II e il I millennio a.C.

Per chi desidera approfondire questa storia, i reperti sono conservati ed esposti nel Museo della Preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, una tappa che consiglio sempre di abbinare alla visita del lago.

Un luogo che io amo particolarmente

Ogni volta che torno al Lago di Mezzano provo la stessa sensazione: quella di trovarmi in un luogo che ha saputo resistere al tempo.

Tubing Percorsi Etruschi

Qui convivono una natura ancora ben conservata e una storia che affonda le radici nella preistoria in un equilibrio delicato, che merita rispetto e attenzione. Forse è proprio questo il motivo per cui continuo ad accompagnare persone alla sua scoperta,

Sono molto legata a questo piccolo gioiello della Tuscia, per molto tempo ho accompagnato visitatori alla scoperta del lago con escursioni in tubing o in canoa, un modo lento e silenzioso di vivere l’acqua che permette di osservare il paesaggio da una prospettiva completamente diversa. Ancora oggi, durante la bella stagione, è possibile organizzare questa esperienza per piccoli gruppi, mentre l’autunno e l’inverno sono le stagioni che preferisco per le passeggiate naturalistiche: i colori cambiano, il silenzio diventa protagonista e il lago mostra il suo volto più autentico.

Ma questa passione nasce anche da una storia familiare: i miei nonni furono mezzadri e per alcuni anni vissero proprio sulle sue rive, e mia madre è cresciuta qui e nelle sue storie questo luogo ha sempre avuto un fascino speciale, che mi ha portato ad avvicinarmi a lui e – ovviamente – a innamorarmene!

E quindi che dite, ci andiamo insieme?

Sono Elena, guida turistica specializzata in itinerari tra natura, archeologia e borghi meno conosciuti.
Questo blog è solo un assaggio: il modo migliore per vivere questi luoghi è esplorarli insieme.
Scopri le prossime visite o contattami per un’esperienza su misura.

Sono Elena, guida turistica specializzata in itinerari tra natura, archeologia e borghi meno conosciuti.
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