Ma gli Etruschi… da dove vengono?

Questo articolo è stato scritto da me e dalla mia cara amica Monica Lupparelli tempo addietro. Ho pensato di riproporlo, perché in effetti il tema delle origini degli Etruschi è sempre estremamente affascinante, e ho notato che suscita sempre grande curiosità… quindi: buona lettura!

Nell’antichità

Da sempre, chiunque entri a contatto con il popolo etrusco, si pone il problema delle origini. È un tema che ha infiammato gli animi fin dall’antichità. Non sappiamo se gli Etruschi avessero un loro mito di fondazione, ma gli storici antichi, Greci e Romani, loro contemporanei, avevano delle idee precise e a volte agli antipodi tra loro.

Erodoto, nel V sec. a.C., raccontava che gli Etruschi erano giunti in Italia dalla Lidia (l’odierna Turchia) a seguito di una terribile carestia. Guidati da Tirreno, figlio del re a cui era stata affidata metà della popolazione, sarebbero approdati sulle coste toscane e avrebbero deciso di chiamarsi Tirreni – che fu in effetti il nome con cui i Greci indicavano gli Etruschi.

Dionigi di Alicarnasso (I sec. a.C) li voleva, invece, da sempre presenti nella penisola italica.

Una terza ipotesi, sviluppatesi tra XIX e XX secolo, proponeva, invece, l’arrivo degli Etruschi dall’Europa centrale attraverso i valichi alpini.

Su queste teorie si è molto discusso, spesso animatamente. L’errore di fondo, in tutte e tre, sta però nel considerare il popolo etrusco già formato prima dell’inizio della sua storia. Le argomentazioni portate a sostegno dell’una o dell’altra hanno tutte argomentazioni interessanti e da valutare con attenzione. “Il nostro compito davanti alle tradizioni antiche è quello di spiegarle più che di accoglierle o respingerle” (G. Camporeale)

Un nuovo approccio

Come dicevamo, la domanda “da dove venivano gli Etruschi” riecheggia da sempre nelle nostre menti e infiamma i nostri cuori, ma rispetto all’antichità oggi si preferisce un approccio completamente diverso.
Al concetto di “origine” si preferisce il concetto di “formazione”. Già Pallottino, archeologo e primo grande studioso del popolo etrusco, a metà del Novecento sosteneva che il problema delle origini era in realtà un falso problema. Un popolo, infatti, è composto di persone che si organizzano in una società, seguono regole e credenze. La società non è immobile e non nasce ben definita, ma si forma in base alle necessità delle persone e del territorio in cui vivono, si sviluppa a seguito di contatti con le popolazioni vicine e si definisce nel corso degli anni. Parlare di origine presuppone il manifestarsi di una compagine etnica ben definita fin dalle prime manifestazioni, cosa che l’archeologia ha smentito da tempo.
Ma allora cosa può dirci l’archeologia sulla prima fase della storia del popolo etrusco?

L’età contemporanea

I dati archeologici ci permettono di dire che le più antiche forme di insediamento della popolazione che possiamo chiamare “Etrusca” si manifestarono a partire dal bronzo finale (X sec. a.C). Possiamo capirlo dallo studio dello sfruttamento sistematico delle risorse del suolo e del sottosuolo di un’area compresa tra il Tevere e l’Arno, la costa tirrenica delle attuali Toscana e alto Lazio, il territorio di Salerno a sud – e a nord la Pianura Padana. Si trattava di villaggi di capanne, costruite in materiale deperibile, cui era associato del terreno da destinare ad uso agricolo e come ricovero per gli animali: un orto e una stalla. I villaggi, distanti circa un paio di chilometri l’uno dall’altro, erano piuttosto numerosi ed erano abitati all’incirca da un centinaio di individui.
All’inizio dell’età del ferro (IX secolo a.C., detta anche fase Villanoviana) i pastori-agricoltori iniziano a riunirsi in villaggi più grandi, situati in luoghi strategici e iniziano ad esserci una certa differenziazione sociale.
Questi fenomeni si svilupperanno ulteriormente nel corso dell’VII sec. a. C. quando già si possono seguire gli scambi commerciali, gli spostamenti a distanza, i progressi nella lavorazione dei metalli e in campo agricolo.
L’archeologia ci permette di seguire passo passo le tappe iniziali dello sviluppo di questo popolo: possiamo quindi dire che si è formato a partire da vari nuclei etnico-culturali di origine italica ma anche extra-italica che arrivarono attratti dalle ricchezze del territorio, e finirono per stanziarsi in quest’area, integrandosi tra loro e con le popolazioni che già le abitavano e dando vita ad una nuova civiltà, quella Etrusca.

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