Di solito sono io ad accompagnare, ma non mi dispiace essere accompagnata e scoprire qualcosa in più sul mio paese

Qualche tempo fa ho seguito il prof Renzo Chiovelli per un’interessantissima passeggiata ad Acquapendente, organizzata dall’associazione Pietre Vive.
Una “conferenza itinerante” sulla via Francigena, che ha raccontato l’evoluzione del centro del paese legata proprio alla Via. Lungo il percorso non potevamo che soffermarci sulla chiesa di San Francesco, sul racconto del ruolo degli ordini mendicanti nello sviluppo urbano e nelle fasi costruttive della chiesa e nella ricchezza delle decorazioni al suo interno: dalla bellissima Assunzione di autore fiammingo alle statue in legno dei dodici apostoli, il crocifisso recentemente restaurato attribuito al Maitani, il monumento funebre di Girolamo Fabrizio, gli affreschi e le tele di Francesco Nasini… Una ricchezza che merita di essere ammirata!






Le didascalie sotto le foto sono tratte da un commento del prof Renzo Chiovelli


Del ‘Borgo delle osterie’ restano ancora alcune facciate medievali di locande. Per ovviare alle concorrenze sleali tra locandieri, il Comune aveva stabilito che nessun’oste potesse ‘adescare’ clienti oltrepassando la soglia della propria locanda. Questo perché vi era l’abitudine di andare a prendere gli eventuali clienti tra i viaggiatori che percorrevano la Francigena ben oltre la porta urbica della città, per cercare di condurli alla propria osteria.

Dell’esterno della basilica aquesiana del Santo Sepolcro è stata illustrata la progettazione ad opera dell’architetto Nicola Salvi in occasione del Giubileo del 1750

L’accesso altomedievale della Francigena ad Acquapendente era da Porta del Massaro, poi Fiorentina. Attraversata la porta si percorreva Via Malintoppa, con un andamento ‘a baionetta’, che aveva lo scopo di ‘disorientare’ eventuali invasori nemici che fossero penetrati dalla porta urbica. Da questa strada ‘strategica’ si raggiungeva il tratto urbano della Francigena altomedievale: Via Rugarella.
In Via Malintoppa sono state illustrate le tipologie delle case medievali che prospettavano sulla Francigena, con i loro arredi esterni in parte non più esistenti

L’interno fu ristrutturato e voltato in occasione del Giubileo del 1750 ad opera dei fratelli Giumini
Nel presbiterio sono stati illustrati gli affreschi della zona presbiteriale eseguiti nel 1645 dal pittore Francesco Nasini di Piancastagnaio, su commissione di Fra Giulio Leonardi di Acquapendente

Sono state illustrate le vicende, tra crolli e rifacimenti, della basilica romanica del Santo Sepolcro, consacrata nel 1149 da papa Eugenio III

Del ‘Borgo delle osterie’ restano ancora alcune facciate medievali di locande. Per ovviare alle concorrenze sleali tra locandieri, il Comune aveva stabilito che nessun’oste potesse ‘adescare’ clienti oltrepassando la soglia della propria locanda. Questo perché vi era l’abitudine di andare a prendere gli eventuali clienti tra i viaggiatori che percorrevano la Francigena ben oltre la porta urbica della città, per cercare di condurli alla propria osteria.


“Pellegrini e cammini giubilari di speranza tra arte e fede”. 22 febbraio 2025, Renzo CHIOVELLI, “Le ‘peregrinationes maiores’ all’ingresso della Francigena nello Stato della Chiesa ” e “Visita alla più antica copia rimasta del Santo Sepolcro di Gerusalemme nella cripta di Acquapendente”.
Corso per la formazione di volontari in valorizzazione dei Beni Culturali Ecclesiastici nella Diocesi di Orvieto-Todi, organizzato dall’Associazione “Pietre Vive” diretta dalla Dottoressa Giovanna BANDINU.

